Kepler-452b: un'alternativa alla Terra?

kepler

Salve amici, appassionati di astrologia e non, sono sempre io, ASTRO.marchetto84.

Oggi vorrei condividere con voi questa lettura che per chi non ne fosse a conoscenza è davvero curiosa.

Sognatori e visionari hanno a lungo immaginato di trovare un'altra Terra.

Il 23 luglio 2015 la NASA ha annunciato di aver fatto un grande passo verso questo sogno grazie alla scoperta del primo pianeta simile alla Terra, con un’orbita che si

colloca nella zona abitabile ovvero in una zona dove l'acqua è liquida, non gassosa o ghiacciata rispetto al suo sole.

Il pianeta si trova 1.400 anni luce di distanza da noi, nella direzione della costellazione del Cigno e sembra avere molte analogie, ma anche alcune differenze rispetto alla

Terra.

Questo pianeta è stato chiamato Kepler-452b ed è il più piccolo finora scoperto in un’orbita abitabile.

Ma è comunque più grande del 60% rispetto al nostro mondo, mentre l’orbita intorno alla sua stella dura 385 giorni, insomma, molto simile alla durata del nostro anno.

La sua distanza dalla sua stella è del 5% maggiore rispetto alla nostra dal Sole, sembra però che la temperatura sulla superficie sia simile alla nostra (sebbene appaia del

20% più luminoso della Terra).

Secondo Jon Jenkins, che ha guidato il team che ha scoperto Kepler-452b, il pianeta sarebbe come un vecchio “cugino” più grande di noi, il team ha portato da 521 a

4.696 il numero di pianeti candidati ad essere abitabili.

Di questi 12 hanno il diametro compreso tra 1 e 2 volte quello della Terra, 9 orbitano intorno a stelle che sono simili al nostro sole in termini di dimensioni e di temperatura.

Negli ultimi dodici mesi, la NASA ha spesso dichiarato di essere alla ricerca di forme di vita simili alla Terra. Il problema sarà poi raggiungerli per interagire con gli esseri

viventi che li abitano.

Giovanna Tinetti, italiana, da alcuni anni lavora come docente di astrofisica alla Royal Society di Londra.

Il suo campo di studio sono proprio gli esopianeti e qualche mese fa, alla Sapienza di Roma, è stata relatrice di un seminario dedicato a proprio a questo tema.

Le stime statistiche attuali indicano che, in media, ogni stella nella nostra galassia ospita almeno un compagno planetaria.

La Via Lattea è affollata da cento miliardi di pianeti.

L'aspetto più rivoluzionario di questo giovane settore è la scoperta che il sistema Solare non sembra essere il paradigma della nostra Galassia, ma piuttosto una delle

tante possibili configurazioni che stiamo vedendo là fuori.

Tradotto in parole più semplici significa che il sistema Solare è un fenomeno raro nell'universo, nel senso che i sistemi planetari intorno a una stella ospitano, in genere,

pochi pianeti.

Nonostante abbia concluso l’acquisizione di dati scientifici ormai da un paio di anni, la missione Kepler continua a riservare nuove eccitanti sorprese.

A parlare è Alessandro Sozzetti, ricercatore Inaf dell'Osservatorio astronomico di Torino.

Tra i candidati pianeti transitanti individuati dall’ultima analisi dei dati della missione continua, Kepler-452b non si trova solamente alla distanza giusta, ma è stato

finalmente individuato attorno a una stella davvero vicina come caratteristiche al nostro Sole.

Kepler-452b non si trova solamente alla distanza giusta, ma è stato finalmente individuato attorno a una stella davvero vicina come caratteristiche al nostro Sole ribatte

ancora Sozzetti dell'Inaf.

In termini di somiglianza alla nostra Terra, Kepler-452b batte un altro concorrente: Kepler-22b, il primo ‘gemello’ del nostro pianeta scoperto dalla sonda della Nasa 4 anni

fa, ma la misura effettiva della massa di Kepler-452b è un obiettivo non semplice da realizzare.

Richiederà innovazioni tecnologiche per spingere la precisione delle misure ben oltre i limiti odierni.

Ulteriori vantaggi potranno venire nel decennio futuro dalla possibilità di individuare pianeti transitanti come Kepler-452b ma attorno a stelle più brillanti e più vicine al

nostro Sole rispetto a quelle osservate da Kepler, che verrà fornita dalla missione Plato dell'ESA, il cui lancio è previsto nel 2024.

Spero che questa breve lettura sia stata di gradimento, ,alla prossima.

ASTRO.marchetto84

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